SANITA' MENTALE

 

E' giovedì, e come sempre eccomi a guardare la trasmissione televisiva Servizio Pubblico; gli ospiti della serata sono: il capogruppo alla Camera dei deputati della co... - pardon del partito - forzitaliota, Ino Brunetta; il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini; il giornalista di Repubblica, da anni ormai emigrato al di là dell'oceano, Federico Rampini.
Il primo spezzone della serata consiste in un dibattito molto pacato e tranquillo, che vede l'ex socialista craxiano - ora alla corte dei miracoli del Delinquente di Arcore - riscoprire addirittura la sua vocazione originaria di socialdemocratico, ragionando in maniera persino condivisibile sul fatto che "una certa misura di diseguaglianza è il motore dell'economia (capitalista, n.d.r.): il problema è la redistribuzione della ricchezza"; mi riesce difficile dargli torto, e comincio a chiedermi se la cassa di Maalox di cui mi sono munito per contrastare la presumibile enorme messe di s-ragionamenti dell'ex ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, rischi seriamente di rimanere intonsa.
La sensazione di estrema preoccupazione per la mia sanità mentale aumenta poi all'inizio del secondo blocco, quando lo stesso Ino - subito dopo il solito ottimo intervento di Marco Travaglio - si dichiara "in linea di massima d'accordo" con quello 'estremista di sinistra' che è il responsabile nazionale del maggiore sindacato italiano; a dirla tutta, mi viene il sospetto che il sedicente economista veneziano stia pensando di abbandonare il suo attuale partito per approdare in una formazione laburista quale il Nuovo Psi: sempre nell'orbita della destra radicale, ma ben diversa da quello che è il partito-azienda guidato dal Criminale Lombardo.
Certo, poi ragiono sul fatto che - così come l'operazione Nuovo Centro Destra è stata probabilmente ispirata dallo stesso Malvivente Milanese, per cercare di recuperare voti che sarebbero fuggiti altrove non sopportando più le sue malefatte - anche questa improvvisa conversione del Brunetta al keynesismo potrebbe essere il frutto della medesima strategia, e mi convinco che la mia lucidità è ancora viva e vegeta.
Comunque occorre ammettere che, all'interno di una serata tranquilla - al di là di ogni previsione - l'unica vera caduta di stile di Ino riguarda uno scontro inutile e pretestuoso sul sessantotto e le formazioni combattenti: il suo gusto per la polemica ferocemente anticomunista lo porta a prendersi un meritatissimo "ma vaff..." dal conduttore, che all'epoca era esponente dell'Unione dei Comunisti Italiani (marxista-leninista), il gruppo maoista che editava il giornale Servire il Popolo e che sarebbe diventato il Partito Comunista (marxista-leninista) Italiano, rifuggendo la scelta effettuata dai compagni che diedero vita alle Brigate Rosse ed alle altre formazioni armate.

 

Genova, 10 gennaio 2014

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com